RADIO ECO

98.00 Mhz

26 ottobre 1977 Claudio Romano alla regia di Radio Eco

1977

Un anno fantastico, aprono le prime radio a Galatina mentre...... il festival di Sanremo (presentato dalla coppia Mike Bongiorno e Maria Giovanna Elmi) è vinto dagli “Homo Sapiens” con la canzone “Bella da morire”; secondi i “Collage” con “Tu mi rubi l’anima” e terzi i “Santo California” con “Monica”. I dieci dischi più venduti in Italia sono: “Amarsi un po'” (Lucio Battisti), “Ti amo” (Umberto Tozzi), “Solo tu” (Matia Bazar), “Honky Tonk Train Blues” (Keith Emerson), “I feel love” (Donna Summer), “Rockollection” (Laurent Voulzy), “Solo” (Claudio Baglioni), “Don't let me be misunderstood” (Santa Esmeralda & Leory Gomez), “L'Angelo azzurro” (Umberto Balsamo), “Gonna Fly Now” (Maynard Ferguson).

Nella vita di ogniuno di noi ci sono momenti legati all'adolescenza che restano fermi nella memoria indelebilmente.

In questa pagina vi racconteremo grazie alla testimonianza del suo creatore, la storia della prima radio di Galatina e di un pugno di adolescenti vogliosi di sperimentare e di cimentarsi in una nuova, grande avventura.

Eccovi, il CARPE DIEM dell'emittenza radiofonica Galatinese che per troppo tempo è rimasto dimenticato e al quale forse non è stato attribuito il giusto valore storico e culturale.

Claudio Romano e la sua creatura

E' un caldo pomeriggio d'estate del 1977, la hit parade di Lelio Luttazzi sul canale radio nazionale proclama disco n°1 in classifica TI AMO di Umberto Tozzi mentre,un gruppo di amici Claudio, Pino, Enzo, Lucio e Giampiero tutti radioamatori e legati dalla comune passione per l'elettronica si ritrovano in Villa "S. Francesco" e, in un preciso punto d'incontro che chiamano "LU PAZULU".

Ai ragazzi, tutti studenti delle superiori, viene l'idea di realizzare dal nulla una trasmittente radio (ricordo che in quegli anni le radio erano fuorilegge...vedi link "Storia della radio libera" in home page).

Claudio Romano Giampiero Misciali Pino ed Enzo Specchia

Il gruppo si impegna ogniuno con le proprie risorse e conoscenze a dare un contributo per la realizzazione di questo progetto. Claudio Romano che, ha grandi capacità e grandi conoscenze d'elettronica inizia a costruire pezzo per pezzo la sua creatura. Attraverso l'ausilio di riviste specializzate come "CQ Elettronica" aquisisce lo schema elettrico del 1° trasmettitore, un valvolare della potenza massima di 30 Watt (foto1).

foto1

Autocostruita è anche la 1^ antenna, un tubo alto 6 metri al quale viene fissato un dipolo ripiegato e isolato dall'umidità da un pezzo di legno legato con nastro isolante.

Intanto Pino ed Enzo (due fratelli) impegnano un locale posto sopra la loro abitazione sul terrazzo di un palazzo in pieno centro storico in Via Garibaldi vicino alla chiesetta di S.Paolo nota anche come chiesa delle tarantate (foto2).

foto2

Il locale inizialmente venne concesso ai ragazzi gratuitamente e, successivamente, dal locatore (un signoe di Nardò) fu loro richiesta la somma di 30.000 lire solo a suo dire "pi lu consumu di li scale". In questa stanza verrà approntato lo studio di trasmissione (foto3).

foto3

L'energia elettrica veniva fornita per mezzo di una prolunga collegata all'appartamento sottostante ove alloggiavano Pino ed Enzo. Anche il padre dei due (un commerciante di prodotti avicoli) contribuì all' insonorizzazione della stanza fornendo decine di cartoni per uova (foto4).

foto4

Per la taratura del trasmettitore Claudio interpellò un amico radioamatore di Nardò (Giovanni Ciricugno) che era in possesso della strumentazione necessaria. I ragazzi, inforcate le biciclette lo raggiunsero presso la sua abitazione ed egli fornì loro tutta l'assistenza richiesta.

Claudio intanto continuava ad assemblare i vari componenti del banco di regia come il MIXER (un 4 canali a cursori lineari). Da dei vecchi arredi vennero recuperati due giradischi "LESA". Un registratore a bobina fu donato da Lucio, i dischi venivano registrati sulle bobine attraverso il microfono in dotazione all'apparecchio il quale veniva posizionato in presa diretta sull'altoparlnte del giradischi. Per ovviare a questo sistema ingegnoso ma poco efficace per la cattiva fedeltà della registrazione, Claudio costruì un preamplificatore per il mixer e per questo modificò un amplificatore audio che veniva utilizzato per fare propaganda sonora; si riuscì così facendo a registrare direttamente dalla puntina del giradischi.

Il primo microfono utilizzato per la diretta altro non era che un vecchio "TUNER" da tavolo (microfono per radioamatori). (foto5)

foto5

Ebbero così inizio le prime trasmissioni sperimentali in completa pirateria, anche la sede della radio era opportunamente tenuta nascosta onde evitare di incorrere nel sequestro della strumentazione utilizzata. Dopo il periodo di prove, si provò ad organizzare trasmissioni interattive con gli ascoltatori dando loro l'opportunità di richiedere da casa e per telefono la canzone preferita. Anche in questo caso fu studiato un sistema tanto articolato quanto ingegnoso per quei tempi. Radio Eco non disponeva di una linea telefonica propria e quindi si utilizzò la linea telefonica di un amico radioamatore che, riceveva le chiamate presso la propria abitazione (in via Soleto a circa 2 km di distanza dallo studio) e, attraverso il baracchino comunicava la richiesta ad una postazione ricevente posta nella famosa abitazione sottostante lo studio e da quì partiva un "pizzino" con la richiesta musicale che, una volta giunta nelle mani del conduttore trovava finalmente modo di essere soddisfatta. Tutto questo avveniva tra interferenze di ogni tipo generate da altri radioamatori che, venuti a conoscenza del metodo utilizzato si divertivano ad intralciare il flusso di informazioni.

foto6

Al prezzo di 10.000 lire al mese si attivarono i primi contratti e si cominciarono ad incidere i primi spot pubblicitari su un vecchio mangiacassette donato da Pino (foto6)

Nessuno in città era a conoscenza della sede della radio e così fù per i due mesi a seguire.

Altre iniziative intanto prendevano piede legate prevalentemente ai rivenditori locali di dischi e musicassette, Enrico Inguscio del negozio "Auditorium") diede vita a RADIO GALATINA CENTRALE, Renato Rigliaco (Hi-Fi Center) creò RADIO ACTIVITY e, di lì a poco anche Fedele Rigliaco imprenditore e proprietario della (Fidelpol) avviò RADIO GALATINA 1.

Legata a Radio Eco è anche la storia di un radioamatore conosciuto come "SHANGAI 2" e che negli anni a venire sarebbe diventato noto come "PIPPO di Radio Sole". Giuseppe Levanto fornì al gruppo di Claudio Romano e quindi a Radio Eco i primi microfoni professionali ed alcuni dischi. Successivamente avrebbe avviato la sua radio conosciuta inizialmente come RADIO DAYS INTERNATIONAL e successivamente come RADIO SOLE ma... di questa storia vi scriveremo nel link dedicato.

Torniamo a Radio Eco: per potenziare l'impianto ed aumentare il raggio di ricezione fù acquistato un traliccio alto 10 metri sul quale venne issato un palo di ulteriori 10 metri. Grande fù lo stupore fra coloro che da terra, per la prima volta assistevano attoniti alla scalata di quell'esile palo alla cui sommità erano montati due nuovi dipoli (sempre autocostruiti). Fù anche aumentata la potenza del trasmettitore fino a 50 Watt.

Si scelse la frquenza 98,00 Mhz perchè era esattamente a centro banda e quindi facile da sintonizzare sulle radio, infine fu scelto lo slogan ufficiale:

RADIO ECO

la radio dai capelli biondi, dagli occhi azzurri che possono ascoltare anche i ciechi

foto7

Era nata la prima radio pirata Galatinese, giovanissime le voci: Adolfo, Gigi, Lele, Claudio e tanti ancora ad intrattenere gli ascoltatori già dalle ore 5,00 del mattino prima di avviarsi a scuola e poi ancora ai microfoni fino al notturno dalle 22,00 a mezzanotte.

I primi attacchi alla libertà

Radio Eco arrecava disturbo..... disturbo a qualcuno che in quell'iniziativa di spontanea aggregazione non era stato coinvolto e che per questo o forse anche per ripicca o per mera gelosia avviò una campagna demolitiva volta a screditare l'operato dei ragazzi. Furono attivate le forze dell'ordine in merito ad alcune denunce di cittadini che riferivano di non essere più in grado di ricevere il canale televisivo nazionale (vedi articolo de Il Galatino). In risposta all'articolo partì una campagna di sensibilizzazione dell'opinione pubblica attraverso locandine sulle quali si ribadiva a caratteri cubitali la volontà di tenere viva la voce della radio (RADIO ECO ESISTE)

Furono eseguiti i controlli dall'Escopost (la polizia postale) che non riscontrò problemi tecnici. Il continuo andirivieni di Polizia e Carabinieri con continui controlli per segnalazioni di disturbo e di attività al limite della legalità, portò ben presto il gruppo di amici a spegnere l'impianto perchè stufi dei continui attacchi da parte di chi aveva preso sul naso la loro splendida iniziativa.

DOPO RADIO ECO

Claudio Romano chiusa la sua radio collaborò con la neonata Radio Galatina 1 e, nei primi anni 80 si cimentò in una nuova avventura costruendo un trasmettitore televisivo con il quale sperimentalmente avviò la prima TV Galatinese con il nome di TVR (TVRomano) sul canale UHF 46 riprendendo e trasmettendo in differita il veglioncino dei bambini ed altre manifestazioni Galatinesi come anche le partite allo stadio dei 10.000 il cui commento era affidato ad amici come Franco Rossetti o Piero Gargaresci. La collaborazione successiva con TELERADIOSALENTO storica emittente salentina (ascolta il jingle cliccando su TRS in basso) e con Fulvio Monaco, Marcello Favale, Laura De Rinaldis e Loredana Di Cuonzo portò Claudio alla chiusura della sperimentazione televisiva Galatinese.

TRS

Il mio amico Claudio dalle cui mani ho visto nascere tante ingegnose apparecchiature elettroniche è oggi uno stimato professionista che lavora in tutt'altra attività ma che...vi assicuro è il primo a inforcare una telecamera e a trovarsi al posto giusto nel momento giusto per onorare nel migliore dei modi quella che è stata e continua ad essere la sua, ed anche la mia passione per l'ETERE.

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